Progetto SAM, edizione Viterbo 2016

Il CRARL ha di recente firmato importanti Protocolli di collaborazione con i Servizi locali: la Cooperativa Alice, l’associazione Buon Terreno Onlus e il Ce.I.S. di Don Picchi, sezione “S.Crispino” di Viterbo
Articolo di: 

Nell’ambito degli “Incontri di Rete” che il Centro Alcologico della Regione Lazio (CRARL) ha avviato già dal 2015 su tutto il territorio laziale per far conoscere le Linee Guida utili al contrasto e alla cura della dipendenza da alcol, lo scorso 21 settembre, si è tenuto un convegno presso l’Auditorium del Polo Culturale di Viterbo, coordinato dalla Dott.ssa Rosaria Ciccarelli, al quale hanno partecipato, tra gli altri, un folto numero di psicologi e assistenti sociali e una delegazione della Caritas.

Durante l’incontro sono stati siglati alcuni Protocolli di collaborazione con la Cooperativa Alice, l’associazione Buon Terreno Onlus e il Ce.I.S. di Don Picchi (Centro Italiano di Solidarietà Don Picchi), sezione “S.Crispino” di Viterbo.

Per il Prof. Mauro Ceccanti, responsabile del CRARL,«gli accordi formali devono costituire un atto d’intenzione di seguire linee comuni. Ogni gruppo ha cercato di dare il meglio di sé, con mezzi e risorse a propria disposizione in quel momento. L’importante è mettersi in discussione e la Rete che stiamo creando è un utile strumento anche per comunicare le azioni positive».

La Cooperativa Alice da circa tre anni collabora con il SERT di Viterbo e, secondo il presidente, il dott. Andrea Spingoni, «il lavoro di Rete proposto dal CRARL sarà un’opportunità di crescita».

Per la signora Anna Orlandi, presidente dell’associazione Buon Terreno Onlus che ha sede a Corchiano, «questo Protocollo rappresenta la fine dell’isolamento perché, purtroppo, le tante energie spese per questa causa hanno spesso prodotto pochi risultati positivi».

Infine, soddisfazione è stata espressa da Don Alberto Canuzzi, Presidente del Ce.I.S. di San Crispino.

Abbiamo chiesto al Prof. Ceccanti se ha rilevato criticità nella realizzazione della Rete laziale per il trattamento dell’alcolismo e se l’entità del problema alcolismo a livello nazionale è in diminuzione.

«Le difficoltà non esistono solo a Viterbo chiaramente, ma sono un po’ su tutto il territorio. C’è una carenza obiettiva di capacità di comprendere le problematiche di questa patologia e il problema è in continuo incremento. Recentemente ho avuto modo di sottolineare al Ministero della Salute che non si può continuare a dire sul Rapporto annuale che le cose stanno andando meglio e che c’è un decremento dei consumi perché, al contrario, nello stesso Rapporto c’è scritto che nel 2014 ci sono stati 7,5 milioni di italiani con problemi di alcol, l’anno precedente erano 7,4 milioni, l’anno precedente ancora erano 7,3 milioni: allora i conti non tornano!».

Visto che il problema alcolismo è ancora attuale, cosa propone Prof. Ceccanti?

«Intanto cominciare a creare quello che è stato fatto per altre patologie, cioè fare una Rete Alcologica. Purtroppo per ora la Regione Lazio ancora non ne ha compreso l’importanza. Grazie alla Rete, cercare anche di stabilire un trattamento omogeneo su tutto il territorio laziale, questo è un po’ l’obiettivo del Progetto SAM che stiamo portando avanti con l’Assessorato agli Affari Sociali e che dovrebbe essere un obiettivo di tutti. L’Assessorato alla Sanità purtroppo, per le condizioni in cui si trova, ancora forse non ha recepito del tutto questo messaggio».

Anche la Dott.ssa Anna Rita Giaccone, direttore dell’Unità Operativa Complessa delle Dipendenze della ASL di Viterbo, nel descrivere i Sevizi a disposizione dei cittadini, ha espresso la sua preoccupazione per l’aumento del problema alcolismo nel suo territorio.

«Ringrazio il Prof. Ceccanti che ha organizzato questo importante convegno sull’alcolismo. Nel nostro territorio sta aumentando il numero di persone con questo problema e questa è una situazione che ci allarma non poco anche per i risvolti organizzativi che implica, cioè ovviamente, un aumento di risorse che devono essere impegnate per affrontare la situazione.

In questo momento abbiamo, fortunatamente, quattro Servizi che hanno un’importanza enorme sul territorio e lavorano ancora abbastanza bene nonostante le difficoltà e due Gruppi di auto-mutuo-aiuto, uno a Viterbo e uno a Tarquinia e due Gruppi simili più terapeutici, uno a Civita Castellana e uno a Montefiascone».

Quali problemi vorrebbe risolvere con l’aiuto del CRARL?

«Le difficoltà che vorrei risolvere sono tante. Sarebbe opportuno avere una collaborazione maggiore anche con l’università, di cui il prof. Ceccanti è espressione, per poter creare anche situazioni più residenziali per acuti perché è quello che forse ci manca di più qui a Viterbo».

Molto interessante la relazione della Dott.ssa Teresa Gamucci, responsabile dell’Oncologia della ASL di Frosinone che ha parlato in rappresentanza del Collegio italiano dei Primari Oncologi (CIPOMO) e che, come oncologa, ha auspicato una futura collaborazione con le società scientifiche che si occupano dei problemi legati all’alcol.

Dott.ssa Gamucci, quanto incide il consumo di alcol nell’incidenza dei tumori?

«Rispetto a quelli conosciuti, si possono ascrivere al consumo di alcol un numero molto superiore di tumori. Soprattutto nei maschi interessano il distretto cervico-cefalico, il pancreas ma anche il colon-retto e lo stomaco. Per le donne invece si ha un aumento dell’incidenza dei tumori mammari.

La cosa che non è tanto conosciuta è che tumori della faringe, ipofaringe, della bocca, dell’esofago che si associano moltissimo sia al tabagismo che all’alcolismo, spesso si associano anche ad un consumo continuativo di alcol e di vino considerato in genere “normale”, cioè di dimensioni minori, corrispondente a più di 24 grammi di alcol/giorno, cioè più di due bicchieri di vino al giorno».

Esattamente, come agisce l’alcol nella genesi dei tumori?

«Al momento, le cause non sono ben definite. Quello che si sa è che si riducono le difese delle barriere e si verificano danni specifici dei componenti dell’alcol sugli epiteli ma i meccanismi d’azione ancora non sono del tutto chiari. Comunque, dai dati a nostra disposizione, derivanti da diversi studi epidemiologici importanti, possiamo dire che l’alcol è responsabile di circa il 10% dei tumori e dei decessi per tumore che si verificano in Italia. La cosa importante è che sia gli oncologi che i medici in generale conoscano questi dati e che si possano avviare campagne di prevenzione comuni».

Per consultare le Linee Guida CRARL è sufficiente registrarsi sul sito: www.crarl.it

VIDEO INTERVISTA

RAZIONALE SCIENTIFICO

LOCANDINA

PROGRAMMA